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L'interesse
verso l'area del Caucaso resta legato a sporadici e drammatici episodi
come la presa d'ostaggi al teatro di Mosca e nella scuola di Beslan:
nell'immaginario collettivo è rimasto il ricordo di una strage di bambini,
ma si sa ben poco su che cosa sia realmente avvenuto e sul perché sia
successo. I conflitti presenti in questi territori rimangono sconosciuti,
nessuno parla della drammatica situazione umanitaria di centinaia di
migliaia di profughi, della sistematica violazione dei diritti umani
in Cecenia e della situazione esplosiva che si sta creando nelle altre
repubbliche del Caucaso. |
Le ragioni che dovrebbero spingere le forze politiche e l'opinione pubblica
ad una maggiore attenzione verso queste aree di instabilità non sono
però solo di carattere umanitario. Oltre agli evidenti interessi economici
e geopolitici dell'Occidente nell'area, legati in particolare alle risorse
petrolifere, si può osservare, con crescente preoccupazione, l'emergere,
da una parte, di un nuovo fronte del radicalismo islamico - soprattutto
in alcune zone del Caucaso del Nord - dall’altra, di ideologie
di stampo xenofobo e neo-fascista nella società civile russa, il tutto
in un quadro di una ormai evidente involuzione autoritaria che potrebbe
sfociare in un totalitarismo anti-occidentale, con tutte le inevitabili
conseguenze che questo può avere per gli equilibri e la sicurezza internazionale.
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